Il valore del populismo e la sfida dei contenuti

In questi giorni il dibattito sul populismo diventa sempre più inteso. Ho letto diverse opinioni. C’è la solita tendenza radical chic che prova a darne una lettura negativa. E’ un errore grave.
L’opinione che associa il il populismo alla demagogia, all’estremismo e’ perdente, inutilmente liquidatoria di un fenomeno ampio e complesso. Una semplificazione a tratti volgare, a tratti ingenua.

Il populismo da voce alle paure della società, alla preoccupazioni del ceto medio. Con la trasformazione dei partiti tradizionali e con il superamento della intermediazione nei rapporti fra la classe politica ed il cittadino, il fenomeno ha assunto dimensioni importanti e significative.

Parliamo di un grande movimento di popolo che tenta, in un momento difficile, di dare garanzie ai cittadini, alle imprese, alle famiglie.
I poteri economici, i grandi osservatori, ci avevano consegnato la narrazione della globalizzazione che avrebbe reso tutti più ricchi, che avrebbe aumentato le opportunità. La globalizzazione, governata dalle lobby, ha reso i ricchi più ricchi ed i poveri più poveri, ha aumentato le differenze nella società, ha acuito le paure, ha trasferito disagi.

Il populismo, che nasce dalla base e non dalle élite, ha dato e da una speranza a chi è in difficoltà. Perché questo sia vero e sempre più concreto questo universo andrà riempito di contenuti. Alcuni partiti, e Fratelli d’Italia fra questi e più di altri, si sono dati anche questa missione.

Ed e’ per questo che chi ha la mia formazione culturale, cattolica e popolare, si trova in perfetta sintonia con le sfide di oggi e di Giorgia Meloni.
Il populismo, vicino alla gente e che ha la grande qualità dell’ascolto, va riempito, sempre di più, più di risposte, di soluzioni concrete. Lo stiamo facendo ed i risultati si vedono.

E’sfida che vinceremo nel Paese e che rappresenterà la svolta in Campania.