Governo M5S-Pd: in piazza con il tricolore per dire ‘Non nel mio nome’

Fratelli d’Italia manifesterà durante il voto di fiducia alla Camera.

“No al patto della poltrona”. Il governo Conte bis è pronto a chiedere la fiducia alle Camere, dopo aver giurato nelle mani del Presidente Mattarella. Un esecutivo che vede inaspettatamente uniti il Movimento 5 Stelle e il Pd, i partiti che più di tutti si sono combattuti e insultati fino a qualche settimana fa. Due visioni antitetiche della politica che hanno raccolto un consenso tra gli italiani diametralmente opposto.

Adesso però tutte le contraddizioni sono state superate, una farsa: “giallo-rossi” sono riusciti a guardarsi in faccia ed allearsi, pur di non mollare le comode poltrone del governo nazionale. Troppo rischioso per loro restituire la parola ai cittadini e andare a nuove elezioni. La paura di essere sonoramente bocciati dalle urne, così come è accaduto in tutte le elezioni locali dell’ultimo anno e durante le Europee di maggio, era davvero tanta.

Fratelli d’Italia non si arrende all’idea che, ancora una volta, un esecutivo nasca dietro giochi di palazzo e lontano dal sentire popolare, né possiamo restare fermi mentre questa riesumata sinistra si spartisce le poltrone del governo e di sottogoverno, senza nessuna prospettiva politica per il paese.

Per tutte queste ragioni, lunedì, mentre Conte chiederà la fiducia alla Camera, manifesteremo in piazza davanti a Montecitorio per dire “Non nel mio nome”. Un’iniziativa trasversale, senza bandiere di partito ma all’insegna del tricolore, che vuole dar voce a quella maggioranza degli italiani che non si sente rappresentata da questo governo, agli elettori di centrodestra così come ai delusi degli altri partiti. Saremo in mezzo alla gente, perché a questa pensiamo che la politica debba rendere conto, prima di ricercare benedizioni dalle banche, dalle cancellerie europee o da pseudo intellettuali senza arte né parte.

Quindi, ci vediamo lunedì 9 settembre alle ore 11, in piazza Montecitorio, per gridare a gran voce il nostro “No al patto della poltrona”.